Acqua regalata alla Campania: facciamo un po' di chiarezza?

Acqua regalata alla Campania: facciamo un po' di chiarezza?

Acqua regalata alla Campania: facciamo un po’ di chiarezza?

 

Il meetup "Movimento per Cassino a 5 Stelle" con il presente comunicato intende portare all'attenzione dei cittadini di Cassino quello che l'acquedotto della Campania occidentale effettua giornalmente sul nostro territorio, cioè la captazione delle acque superficiali che dalle sorgenti del fiume Gari raggiungono, dopo un percorso di 66 km, le pendici dei rilievi montani a nord di Caserta. La storia risale al 1983 quando fu autorizzata la captazione dalle sorgenti site ai piedi di Montecassino e della Rocca Janula; in cambio, come opere di compensazione, sul territorio di Cassino furono effettuati interventi sul depuratore comunale, sulla rete fognaria e sulle stesse sorgenti per un valore svariati miliardi di lire.

Non sono mancat
i in passato episodi poco chiari riguardanti la captazione delle acque dalle nostre sorgenti.
Uno di essi riguarda la quantità di acqua che veniva prelevata. Nel 2005, infatti, la Procura di Cassino aprì un’indagine per furto aggravato ai danni di Eni Acqua Campania Spa che avrebbe captato più acqua di quella che era stata stabilita in convenzione. Tutt’oggi non è possibile stabilire la quantità di acqua che viene prelevata dalla stessa società.

22600558_lo-strano-giro-dell-acqua-di-cassino-0Ma non finisce qui. L’acqua che Cassino cede gratuitamente a Napoli, in parte disseta la città di Napoli, in parte viene utilizzata per rifornire le isole pontine. Essa, infatti, viene consegnata da Eni Acqua Campania Spa alla compagnia marittima Vetor che
con le sue navi fa rotta su Ventotene e Ponza. La Vetor presenta ogni anno il conto alla regione Lazio. Sono 7 milioni di euro. Dunque, prima la regione Lazio cede gratuitamente l'acqua ad Eni Acqua Campania Spa e dopo un lungo viaggio la fa tornare sul territorio regionale a spese dei  contribuenti laziali.

Ricordiamo che l’ammnistrazione Petrarcone ha cercato di tutelare Cassino in questa vicenda chiedendo sia una royality sul prelievo delle delle sorgenti del Gari che vanno ad alimentare l’’acquedotto campano, che l’istallazione di apparecchiature per misurare l’acqua prelevata da Eni Acqua Campania Spa.
In linea con le intenzioni dell’amministrazione, abbiamo chiesto e torniamo a chiedere ad essa maggiori informazioni a riguardo. Per la precisione, i consiglieri laziali del Movimento 5 Stelle prima ed il deputato Luca Frusone poi hanno fatto richiesta al Comune di Cassino per poter avere copia della documentazione relativa alla concessione ad Acqua Campania, Concessionaria della Regione Campania per la gestione dell’acquedotto della Campania Occidentale (detta anche Eni Acqua Campania). Purtroppo l’unica riposta ricevuta è stata un invito a rivolgersi ad Acqua Campania (società privata) per avere copia di tale documentazione.
Ci chiediamo dunque: se non possono accedere agli atti i cittadini di Cassino, i consiglieri regionali ed i parlamentari, chi può farlo? Cosa c'è in quella documentazione visto che ci è stato negato l'accesso agli atti?"

Concludiamo anticipando che, attraverso i nostri portavoce nelle Istituzioni, chiederemo nuovamente l'accesso alla documentazione sopra citata.

 

Meetup "Movimento per Cassino a 5 Stelle"

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