Acqua Campania: alla ricerca della convenzione perduta

Acqua Campania: alla ricerca della convenzione perduta

Acqua Campania: alla ricerca della convenzione perduta

Come già affrontato precedentemente, con il presente articolo intendiamo riportare all'attenzione dei cittadini di Cassino la questione relativa all'acquedotto di Eni Acqua Campania che, ricordiamo, da Cassino arriva direttamente a Napoli per dissetare parte della popolazione campana (e non solo).

A causa delle diverse vicende poco chiare relative alla convenzione in essere tra le parti interessate per la captazione delle acque dalle nostre sorgenti, il meetup “Movimento per Cassino a 5 Stelle", nell'intento di acquisire informazioni necessarie per fare chiarezza sulla questione, ha chiesto ed ottenuto la settimana scorsa un incontro con l'assessore all'Ambiente Consales, nel corso del quale la delegazione del meetup è venuta a conoscenza che il Comune di Cassino non è in possesso di alcun documento ufficiale relativo ai permessi e agli accordi per captare l’acqua dalle sorgenti del Gari, e che probabilmente i suddetti documenti dovranno essere cercati in Regione e/o in Parlamento!

Nonostante l'impegno da parte dell'assessore competente nel provvedere personalmente a reperire tale documentazione, il meetup

ha chiesto ed ottenuto dai propr22600558_lo-strano-giro-dell-acqua-di-cassino-0i rappresentanti nelle istituzioni un interessamento al caso: seguirà un'interrogazione al ministro competente da parte del deputato Frusone, mentre in regione Lazio, il consigliere Blasi effettuerà una formale richiesta di accesso agli atti.

E non sono mancate nemmeno le sorprese; durante l'incontro è emerso che al momento esiste un contenzioso tra il comune ed Eni Acqua Campania Spa, in quanto quest'ultima, pare stia richiedendo al nostro ente l'IVA sulla quantità di acqua (200 litri al secondo) che come da accordi, l'ente campano "regala" alla cittadinanza.

Ed oltre alle sorprese le delusioni; quelle di una classe politica che non si è mai interessata al caso, nonostante la questione negli ultimi dieci anni sia venuta alla ribalta in più di un'occasione; prima nel 2005 quando la procura di Cassino avviò delle indagini per far luce sulla cosa, poi nel 2013 quando, secondo un articolo del 14 Aprile 2013 apparso su "Il Messagero", l'attuale amministrazione tornò all'attacco della società che gestisce l'impianto per rivendicare una royalty sul prelievo delle sorgenti del Gari pari a due milioni di euro l'anno. Possibile che nessun consigliere comunale, sia di maggioranza che di opposizione, sia di questa che delle precedenti amministrazioni, non abbia letto gli articoli di giornale che riportavano i casi sopra citati?

Meetup "Movimento per Cassino a 5 Stelle"

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